Legato cap. XXX
Cari amici, scusate l'ennesima defezione. Tornata dalle ferie, mi è toccato occuparmi del periodaccio annuale d'imposta e non certo per le tasse, quanto per l'infame burocrazia del mio paese che rende la dichiarazione dei redditi più snella perfino peggio del vostro ISEE. Spossatezza in aggiunta e farmaci antiallergici che quindi mi fanno trascorrere a nanna i pomeriggi che non devo trovarmi al palazzetto dello sport. Più periodo d'intrattenimento, confesso (ma rigorosamente linguistico, a onor del vero😆). Ma ora non intendo più farvi aspettare per il cap. XXX del mio legato (come al solito prima in spagnolo e poi la traduzione in italiano).


ESPAÑOL
ABIGAÍL LA SABIA: UNA MUJER FANTÁSTICA: capítulo XXX
De vuelta a casa, Abigaíl reflexionó sobre la última súplica que le había dirigido a David. Impulsivamente, le había rogado que no la olvidara, lo que en la cultura oriental, incluido Israel, bien podía significar una velada petición de matrimonio. ¿Posible? Abigail regresaba a casa para arrastrar como pudiera, en la medida en que su don de sabiduría se lo permitía, su mal avenido matrimonio con Nabal, al que había accedido en aquella famosa Fiesta de la Cosecha de hacía mucho, mucho tiempo, por motivos altruistas. Ni siquiera volvería a buscar tranquilidad en casa de su padre, como solían hacer en su época algunas mujeres cuya vida matrimonial resultaba insoportable, ya que era sabia y sabía cómo tratar a Nabal y a sus hermanos en el poco tiempo que transcurría con ellos. Y a pesar de un matrimonio poco deseable, no olvidaba, sin embargo, que su suegro, el señor Elías, había liberado a su pobre padre de una deuda impagable que habría llevado a la esclavitud a la familia de Raguel. Por lo tanto, debía seguir viviendo en casa de Nabal, aunque fuera a duras penas. Ante todo, por las apariencias sociales, para no convertirse en un chisme: ¿qué mujer rica abandonaría una cómoda finca por las penurias de la casa paterna? Y también por gratitud hacia su suegro o, al menos, hacia su memoria. ¡Qué bueno y amable fue el señor Elías! Lástima que no pudo vivir lo suficiente tras la boda de su hijo Nabal. Abigaíl lo lloraba aún años después. ¡Cómo recordaba con claridad las largas charlas con su suegro! Con él siempre se podía hablar de todo. Sus conversaciones solían ser eruditas. ¿Por qué ninguno de los hijos del señor Elías se parecía al buen padre? ¿Por qué ninguno de ellos, ni Nabal ni sus hermanos, había heredado su misma índole?
Ps.: immagen Pixabay free que encuentran aquí:
https://pixabay.com/es/photos/torah-hebreo-hebrew-tor%C3%A1-
yeshua-2902754/


ITALIANO
Una saggezza non comune: il dono di Abigail cap.XXX
Di ritorno a casa. Abigail meditò sull'ultima supplica rivolta a Davide. D'impulso, lo aveva pregato di non dimenticarla, il che nella cultura orientale, Israele incluso, ben poteva significare una velata richiesta di matrimonio. Possibile? Abigail stava tornando a casa per trascinarsi dietro alla meno peggio, per quanto il suo dono di saggezza le permetteva, il suo male assortito matrimonio con Nabal. Al quale, a quella famosa Festa della Mietitura di tanto e tanto tempo addietro, aveva acconsentito per motivi altruistici. Non sarebbe neppure tornata a cercare quiete in casa di suo padre, espediente al quale alle volte ai suoi tempi ricorreva qualche donna la cui vita matrimoniale risultava insoffribile, dato che era saggia e sapeva come comportarsi davanti a Nabal e ai suoi fratelli, nel poco tempo che con essi trascorreva. E a dispetto di un poco e nulla desiderabile matrimonio, non dimenticava comunque che il suocero, il signor Elia, aveva liberato il suo povero papà da un debito impagabile che avrebbe condotto alla schiavitù la famiglia di Raguele. Doveva quindi seguitare a vivere nella casa di Nabal, sia pure alla meno peggio, innanzi tutto per l'occhio sociale, per non finire sulla bocca di tutti: quale donna ricca abbandonava una comoda tenuta per le ristrettezze della casa paterna? E poi pure per gratitudine, innanzi tutto al suocero o quantomeno alla sua memoria. Quant'era buono e gentile, il signor Elia! Purtroppo non aveva vissuto abbastanza a lungo dopo il matrimonio del figlio Nabal. Abigail lo piangeva a distanza di anni. Come ricordava nitidamente le lunghe chiacchierate con il suocero! Con lui si poteva sempre parlare di tutto. I loro discorsi erano stati spesso eruditi. Perchè mai nessuno dei figli del signor Elia somigliava al buon papà? Perchè mai nessuno di loro, nè Nabal nè i suoi fratelli, aveva ereditato la sua stessa indole?
Ps.: immagine Pixabay free che si trova qui:
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